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Indice
Impostazione: importare e preparare la grafica
La digitalizzazione manuale è il lato “ingegneristico” del ricamo: fa la differenza tra un file che scorre fluido in macchina e uno che spezza filo di continuo. In questa masterclass digitalizziamo un logo in due parti—“Miami” (corsivo) e “FLORIDA CIRCUIT” (stampatello)—con Wilcom EmbroideryStudio e4.2.
Obiettivo: non stiamo solo ricalcando un’immagine. Stiamo costruendo una “mappa punti” che tiene conto della trazione del filo e dei movimenti della macchina.

Step 1 — Importare la bitmap (JPG)
- Dove si trova: clicca l’icona Import Graphic nella barra strumenti in alto.
- Selezione file: vai nella cartella corretta. Se il file non compare, cambia il menu a tendina del tipo file su All Graphic Files oppure JPG.
- Conferma: l’immagine deve comparire nell’area di lavoro.
Controllo visivo: dovresti distinguere bene i bordi “a pixel” delle lettere. Se a zoom 100% l’immagine è sfocata o “impastata”, diventa difficile posizionare i nodi con precisione.
Step 2 — Ritagliare la bitmap per eliminare lo spazio bianco
Perché farlo? Uno sfondo bianco enorme ti costringe a lavorare con una vista troppo ampia. Ritagliare ti fa concentrare sul logo e rende il lavoro più gestibile.
- Seleziona: clicca una volta sull’immagine.
- Percorso: vai su Graphics > Crop Bitmap.
- Strumento: scegli Rectangle.
- Esecuzione: trascina un riquadro stretto attorno al logo. Lascia solo circa 5 mm di margine bianco attorno al testo.

Indicatore di successo: la “tela” si adatta al logo e l’area di lavoro risulta meno affollata.
Step 3 — Bloccare l’immagine per evitare che si sposti
Non è negoziabile. Se la grafica di fondo si sposta anche di 1 mm mentre fai zoom avanti/indietro, rischi di digitalizzare fuori registro e accorgertene solo al test su capo.
- Seleziona: clicca l’immagine di sfondo.
- Blocca: premi K sulla tastiera.
Controllo pratico: prova a cliccare e trascinare l’immagine. Deve restare ferma. Se si muove, premi di nuovo K.
Avvertenza: non saltare mai il blocco. Riallineare una bitmap a metà progetto è una delle cause principali per cui chi inizia abbandona la sessione.
Controllo rapido della dimensione (prima di digitalizzare)
Il design mostrato è circa 30 cm di larghezza (circa 12 pollici): una dimensione tipica “schiena giacca”.
- Nota fisica: a questa scala, un raso senza split (vedi “Auto Split” più avanti) tende a risultare troppo lungo e quindi facile da impigliare.
- Nota produzione: se prevedi di ridurre il logo per un ricamo lato cuore (10 cm / 4 pollici), digitalizza direttamente a quella misura. Ridurre un file grande può creare problemi di densità che aumentano il rischio di rotture ago.
L’arte della digitalizzazione manuale: usare Column A
Ora entriamo nella “mentalità da produzione”. Gli strumenti di auto-digitizing spesso creano “contorni” (tipo libro da colorare), mentre con Column A costruisci vere “sponde” (come un fiume). Questo ti dà controllo sull’angolo dei punti.

Step 4 — Digitalizzare la “M” in corsivo con Column A
- Strumento: attiva Column A.
- Concetto: immagina la lettera come una strada: posizioni marcatori sulla sponda sinistra e sulla sponda destra, a coppie.
- Tecnica di input (cruciale):
- Clic sinistro = punto/angolo netto / linea dritta. (Usalo per le punte della “M”).
- Clic destro = punto curva. (Usalo per le pance e le curve).
- Flusso: gira attorno alla “M” inserendo una coppia di punti ogni volta che cambiano in modo evidente larghezza o curvatura.
Controllo visivo: osserva il wireframe giallo. Le linee che collegano le due sponde devono sembrare i pioli di una scala: rappresentano l’angolo del filo.
Perché conta il metodo clic sinistro/clic destro
La macchina non ama il caos. Troppi nodi confondono la forma e producono curve “seghettate” che su tessuto sembrano amatoriali.
- Regola pro: usa il numero minimo di nodi necessario per descrivere la curva.
- Ancora visiva: una curva ben fatta deve essere fluida come una rampa autostradale, non spezzata come una strada sterrata.

Passaggio di rifinitura — Reshape per un flusso punti più pulito
Nessuno azzecca tutto al primo clic.
- Strumento: seleziona Reshape (icona tipo editor nodi).
- Azione: trascina i nodi per pulire i bordi. Regola i “pioli della scala” (angoli del raso) in modo che seguano naturalmente le curve.

Checkpoint: il raso deve girare gli angoli in modo uniforme. Se vedi accumuli sul lato interno di una curva stretta, apri leggermente le linee d’angolo.
“Attenzione” tipica (dolore comune di chi inizia)
Spesso la domanda è: “Perché la mia curva sembra quadrata?” Risposta: probabilmente hai inserito un clic sinistro (dritto) dove serviva un clic destro (curva). Seleziona il nodo e premi la barra spaziatrice per alternare tra curva e angolo.
Impostazioni essenziali: Underlay e Auto Split
Qui mettiamo in sicurezza il ricamo contro i problemi fisici. Una forma bella a schermo non vale nulla se la tensione del filo tira il tessuto e crea arricciature.
Step 5 — Impostare underlay (Center Run) e lunghezza underlay
L’underlay è la fondazione: ancora il tessuto allo stabilizzatore prima di posare il raso visibile.
- Proprietà: apri Object Properties dell’oggetto Column A.
- Scheda: seleziona Underlay.
- Impostazioni:
- Underlay Type: Center Run (una linea centrale).
- Underlay Length: 2.00 mm.

Perché 2,00 mm? Una lunghezza più corta rende la base più stabile. Se è troppo lunga, l’underlay può risultare poco ancorato.
Step 6 — Evitare raso lungo e “molle” con Auto Split
Nella pratica, un punto raso più lungo di ~7 mm è un rischio di impiglio. Inoltre tende a restare “lento”, quindi riflette male la luce e sembra disordinato.
- Proprietà: vai nella scheda Fills.
- Azione: attiva Auto Split.
- Impostazioni:
- Auto Split Length: 7.00 mm.
- Stitch Spacing (Density): 0.40 mm.

Il “perché” della densità (0,40 mm):
- 0,35 mm: spesso troppo fitto; aumenta rigidità e rotture filo.
- 0,45 mm: troppo aperto; può far intravedere il tessuto.
- 0,40 mm: valore molto usato come equilibrio con filo da ricamo standard 40wt.
Il vero motivo di Auto Split (cosa sta correggendo)
Senza Auto Split, una colonna larga 12 mm può generare un “ponte” di filo lungo 12 mm.
- Rischio: dita, gioielli o lavaggi possono agganciare quel ponte e strappare il ricamo.
- Soluzione: Auto Split forza una penetrazione intermedia che ferma il filo senza cambiare l’aspetto generale del raso.
Collegare i segmenti: usare Run Stitch come travel
Il suono dell’efficienza: una macchina che si ferma spesso per tagliare fa “Ch-Ch-Chunk”. Una macchina produttiva fa un “Hummmmmm” continuo. Noi vogliamo il ronzio.
Step 7 — Aggiungere un travel run stitch per evitare tagli
Un taglio può costare 6–10 secondi. Se un logo ha 20 tagli inutili, stai aggiungendo minuti a ogni capo.
- Logica: individua le parti della “M” che si toccano o si sovrappongono.
- Strumento: seleziona Run Stitch.
- Azione: digitalizza un percorso dalla fine del primo segmento all’inizio del successivo.
- Posizionamento: assicurati che il run resti dentro l’area che verrà poi coperta dal raso.

Controllo visivo: deve comparire una linea sottile che collega le barre di raso. Indicatore di successo: quando esegui il “Travel Player” (Shift+R), il passaggio tra segmenti deve avvenire senza comparsa di un comando di “Trim”.
Consiglio pro: perché digitalizzare manualmente il testo in stampatello
I font di auto-lettering sono ottimi per nomi e testi standard, ma nei loghi le lettere sono spesso personalizzate. Digitalizzare manualmente lo stampatello ti permette di rispettare il branding del cliente.
Step 8 — Digitalizzare “FLORIDA CIRCUIT” manualmente con Column A
- Metodo: usa lo stesso strumento Column A.
- Tecnica: per lettere squadrate come “F” o “L”, usa soprattutto clic sinistri per angoli netti.

Checkpoint: gli angoli devono risultare puliti (90° o quanto previsto dal logo), non “gonfi” o arrotondati.
Step 9 — Duplicare le lettere ripetute per coerenza
Non digitalizzare la “I” tre volte da zero: non verranno mai identiche e l’occhio nota subito le differenze.
- Crea: digitalizza una “I” (o una “R”) perfetta.
- Duplica: selezionala e usa Duplicate (Ctrl + D).
- Sposta: trascina la copia nella posizione successiva.


Realtà di produzione: così ogni lettera ripetuta mantiene lo stesso conteggio punti e lo stesso comportamento di trazione. Il risultato appare più uniforme.
Preparazione
La digitalizzazione è finita, ma la partita è solo a metà. Ora si passa dal computer al mondo reale: qui molti falliscono, non per il software, ma per la preparazione.
In produzione, l’efficienza qui è decisiva. Molti professionisti usano stazioni di intelaiatura per ottenere un posizionamento coerente dal capo #1 al capo #50.
Consumabili “nascosti” e controlli pre-setup (da non saltare)
Serve più del filo. Assicurati di avere:
- 3. Spray adesivo / file di imbastitura: per fissare lo stabilizzatore al tessuto se non stai mettendo in telaio molto stretto.
- 2. Aghi nuovi: 75/11 è uno standard. Su maglia usa Ballpoint (BP). Su tessuti fermi usa Sharp.
- 3. Forbicine: devono tagliare netto. Se sono spuntate, “masticano” il filo e lasciano inizi pelosi.
- 4. Il telaio giusto: non usare un telaio enorme per un ricamo piccolo; le vibrazioni peggiorano la qualità.
Avvertenza: sicurezza ago. Prima di infilare, ispeziona l’ago. Passa l’unghia sulla punta: se senti un “gradino” o una bava, sostituiscilo subito. Un ago rovinato taglia il filo e può rovinare il capo.
Checklist — Preparazione (prima di digitalizzare “sul serio”)
- Visivo: la grafica è ad alta risoluzione?
- Scala: la dimensione del design è bloccata? (Non ridimensionare oltre il 10% dopo la digitalizzazione).
- Risorse: ho i colori filo corretti (Pantone se necessario)?
- Manutenzione: la macchina è pulita? (Controlla lanugine nell’area spolina).
Setup
Il setup definisce le variabili. Il file di ricamo dà le istruzioni, ma telaio e stabilizzatore determinano come il tessuto “obbedisce” a quelle istruzioni.
Mettere in telaio in squadra e sempre uguale non è banale: è un’abilità che richiede tempo. Per ridurre la curva di apprendimento, molti laboratori investono in hardware. Molti operatori confrontano telai da ricamo per ricamatrice cercando soluzioni che riducano i segni del telaio e l’affaticamento del polso.
Albero decisionale — Scegliere lo stabilizzatore per il test di cucitura
Segui questa logica per prevenire arricciature:
- Scenario A: il tessuto è elastico (T-shirt, polo, knit tecnico)?
- VERDETTO: Stabilizzatore Cut-Away.
- Perché: la maglia si muove. Con migliaia di punti, il tessuto si deforma. Il cut-away mantiene la forma nel tempo; il tear-away può deformarsi dopo i lavaggi.
- Scenario B: il tessuto è stabile (denim, canvas, twill)?
- VERDETTO: Stabilizzatore Tear-Away.
- Perché: il tessuto è già sostenuto; serve solo tenere piatto durante la cucitura.
- Scenario C: il tessuto è “peloso” (pile, spugna)?
- VERDETTO: Cut-Away + topper idrosolubile (Solvy).
- Perché: il topper evita che i punti affondino nel pelo e spariscano.
Checklist — Setup (lato software)
- Vector: la bitmap è bloccata (K).
- Flusso: punti di inizio/fine sono logici (di solito dal centro verso l’esterno, o da sinistra a destra).
- Fisica: underlay attivo (Center Run / 2.00 mm).
- Fisica: Auto Split attivo (7.00 mm) per design grandi.
- Salvataggio: salva un master (.EMB) e un file macchina (.DST/.PES).
Operatività
Ora si esegue. Che tu stia usando una monoago domestica o una multiago commerciale, la logica resta la stessa.
Se l’obiettivo è fare volumi su abbigliamento, la coerenza è la tua valuta. Molti laboratori riducono i tempi di intelaiatura passando dall’allineamento manuale a una stazione di intelaiatura per ricamo: mentre la macchina cuce un capo, tu prepari il successivo.
Flusso operativo step-by-step (con checkpoint)
- Digitalizza il corsivo: parti dalle forme più semplici.
- Check: clic destro per le curve.
- Rifinisci: usa Reshape.
- Check: gli angoli scorrono “come acqua”.
- Applica la fisica: imposta densità e underlay.
- Check: densità 0.40 mm.
- Collega: aggiungi i travel run.
- Check: niente tagli tra segmenti collegati.
- Stampatello: digitalizza e duplica.
- Check: testo in bolla e spaziatura uniforme (kerning).
“Pro tip” tipico
"Come faccio ad andare più veloce?" Esercizio di velocità: prendi una sola lettera “S”. Digitalizzala 10 volte. Prova a usare ogni volta meno nodi. La versione con meno nodi che sembra ancora una “S” è spesso quella che cuce meglio.
Checklist — Operatività (lato macchina)
- Filo inferiore: c’è abbastanza filo in spolina per tutta la lavorazione? (Controllo visivo).
- Percorso filo: il filo superiore è seduto nei dischi tensione? (Tiralo: devi sentire resistenza, tipo filo interdentale).
- Telaio: l’anello interno è spinto leggermente oltre l’esterno (tunneling) per creare una tensione tipo “pelle di tamburo”?
Controlli qualità
Non fidarti dello schermo: lo schermo mente. Non mostra tensione filo, trazione del tessuto o flessione dell’ago.

Controlli a schermo (Wilcom)
- Percorsi di travel: premi
Tper la true view. Verifica che i travel non spuntino da sotto il raso. - Start/Stop: sono posizionati correttamente (centrati o dove serve alla tua macchina)?
Controlli reali (il “test del pollice”)
Fai un test di cucitura.
- Strofina il pollice sul raso: deve essere liscio e leggermente in rilievo. Se è “ruvido”, la densità può essere troppo alta o manca underlay.
- Piega il tessuto: se il ricamo è rigido come una toppa, riduci la densità o cambia underlay da “Tatami” a “Center Run”.
- Osserva da vicino: gli angoli sono netti? Se sono arrotondati, regola la Pull Compensation nel software (spesso aggiungendo 0.2 mm - 0.4 mm).
Se ricami capi in volume, la costanza di intelaiatura diventa una variabile di qualità. Molti laboratori adottano un flusso stile stazione di intelaiatura hoopmaster (o sistemi magnetici compatibili) perché un posizionamento ripetibile riduce gli scarti e protegge il margine.
Risoluzione problemi
Quando qualcosa va storto (succede), resta calmo e segui la sequenza: Percorso -> Ago -> File.
Sintomo: punti lunghi e molli / loop che sporgono dal ricamo
- Perché: la macchina sta “saltando” troppo senza fissare, oppure la colonna raso è troppo larga.
- Correzione:
- verifica che Auto Split sia ON (7.00 mm).
- controlla la tensione (la tensione superiore potrebbe essere troppo lenta).
Sintomo: l’immagine si muove mentre digitalizzi
- Perché: la bitmap non è stata bloccata.
Sintomo: segni del telaio (impronte sul tessuto)
- Perché: i telai tradizionali tengono il tessuto per attrito e pressione elevata. Questo schiaccia le fibre (velluto/costine) o lascia aloni lucidi (poliestere tecnico).
Sintomo: dolore al polso o frustrazione nell’intelaiatura di capi spessi
- Perché: forzare un anello in plastica su cuciture spesse (es. felpe) richiede molta pressione.
Avvertenza: sicurezza magneti. I magneti forti sono strumenti industriali. Tienili lontani da pacemaker o dispositivi medici impiantati. Attenzione ai punti di schiacciamento: possono chiudersi con forza e ferire le dita.
Risultati

Seguendo questo flusso passi dal “tirare a indovinare” al “progettare”. Il logo rispetta la grafica e, soprattutto, è strutturalmente affidabile per la macchina.

Come si presenta un lavoro “professionale”
- Niente vuoti: il raso copre quanto basta (Pull Comp) per non lasciare fessure.
- Niente “armatura”: il ricamo resta flessibile, non una placca rigida.
- Retro pulito: sul retro si vede circa 1/3 di filo inferiore (bianco) al centro delle colonne raso.
Percorso di upgrade (dallo studio al profitto)
Padroneggiare il software è lo Step 1. Padroneggiare il flusso produttivo è lo Step 2. Se la digitalizzazione è buona ma la produzione è lenta, il collo di bottiglia spesso è il tempo di intelaiatura. Per scalare, studia approcci come usare un telaio magnetico da ricamo rispetto ai telai tradizionali, confrontandoli per velocità, protezione del tessuto ed ergonomia. Quando arrivi a 50+ magliette al giorno, lo strumento giusto fa la differenza tra profitto e burnout.
