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Perché usare SVG invece di PNG per la digitalizzazione da ricamo
La digitalizzazione automatica è allettante: promette un percorso “a un clic” dall’immagine al ricamo finito. Ma chi lavora davvero con il ricamo a macchina sa che è anche il punto in cui molti principianti si bloccano. Il software vede pixel; tu vedi un pinguino. Il software vede 200 colori di “rumore”; tu vedi un becco. Risultato tipico: densità eccessiva, bordi sporchi e grovigli di filo che possono arrivare a mettere in crisi la zona della spolina.
In questa guida in stile “procedura operativa”, scomponiamo esattamente il flusso mostrato nel video. Non ci limitiamo a premere pulsanti: traduciamo un’intenzione visiva in istruzioni che una ricamatrice può eseguire. Imparerai a convertire un pinguino PNG pixelato in un file Brother PES pulito usando il Wizard di SewArt e—soprattutto—come usare SewWhat-Pro per correggere la “fallacia dei livelli” (quando i contorni vengono cuciti per primi e poi si “perdono” sotto i riempimenti).
Se ti è mai capitato di provare quella “frizione mentale” davanti a interfacce di digitalizzazione piene di opzioni, respira: qui trattiamo l’operatività come mattoncini, con passaggi prevedibili e verifiche chiare. Ci concentriamo sul “perché”, non solo sul “come”, così potrai diagnosticare i file futuri senza andare in panico.

Cosa dimostra il video (e cosa non dimostra)
SewArt è un ponte potente, ma non ha l’intuizione umana. Non può “sapere” che il becco è un elemento separato dal viso: conosce solo valori di colore. Il flusso qui sotto dimostra che, con interventi manuali mirati (pulizia), puoi costringere il software a “ragionare” più come un digitizer.
L’istruttrice evidenzia anche un trucco di efficienza fondamentale: i file SVG (Scalable Vector Graphics) eliminano alla radice il problema del “rumore da pixel”. Un PNG è una mappa di puntini; un SVG è una mappa matematica (linee e curve). Quando puoi, procurati SVG: ti risparmia facilmente decine di minuti di pulizia.
Se stai trasformando l’hobby in lavoro, ricordati: il tempo è il consumabile più costoso. Passare 45 minuti a “salvare” un PNG problematico per un lavoro da 20 € ti mangia il margine. Un flusso efficiente è spesso la differenza tra hobby e produzione.
Quando telai e stabilizzatore contano ancora—anche se qui parliamo di “software”
Non puoi “digitalizzare meglio” per battere la fisica. Anche un PES perfetto può arricciare se il tessuto non è stabilizzato correttamente. La digitalizzazione è la mappa; il telaio da ricamo è il terreno.
Quando fai prove di cucitura su file auto-digitalizzati, ti serve un ambiente “da laboratorio”: tensione del tessuto coerente e ripetibile. Una frustrazione comune nasce con i telai tradizionali a vite su capi scivolosi o spessi: si rischiano segni del telaio (impronte) o piccoli spostamenti che rendono il contorno fuori registro.
- La realtà fisica: se fai fatica ad allineare dritto i disegni o a chiudere il telaio su felpe/hoodie, stai incontrando un collo di bottiglia hardware.
- Percorso di upgrade: una stazione di intelaiatura per ricamo a macchina può standardizzare il posizionamento, così ciò che vedi a schermo è ciò che finisce sul capo. Riduce le variabili in diagnosi: se il contorno è fuori, sai che è il file—non le mani.
Step 1: Ridurre i colori con il Wizard di SewArt
Il video parte da un PNG di esempio (pinguino) nascosto nelle cartelle di installazione di SewArt. Ecco la trappola: il tuo occhio vede un cartone con circa 7 colori. Il computer vede l’anti-aliasing (i pixel sfumati sui bordi) e legge 246 colori.

Importa l’immagine di esempio (percorso esatto)
- Azione: in SewArt, clicca Open.
- Percorso: vai in C: Program Files S & S Computing SewArt Samples.
- Seleziona: il file Penguin.png.
Perché il Wizard è decisivo
Il Wizard è il tuo filtro: raggruppa in modo aggressivo i pixel simili per ridurre il numero totale di colori. Nel video si vede una strategia “a scalini”: 246 → 184 → 123 → 92 → 61

Perché fermarsi a 61? È il “punto dolce del dettaglio”. A 61 colori, il software distingue ancora tra il giallo in luce e il giallo in ombra del becco. Quando si tenta di scendere a 30, quei due gialli si fondono e il becco perde volume. Regola pratica: smetti di ridurre i colori nel momento in cui perdi un dettaglio strutturale (una linea d’ombra, un riflesso dell’occhio, ecc.).

Attenzione: Posterize può rovinare i contorni neri
Nel video viene mostrata la funzione “Posterize”, ma viene scartata.
- In teoria: Posterize forza i pixel in blocchi pieni.
- Rischio reale: su immagini con contorni neri, spesso “spande” il nero nei colori, creando un effetto seghettato che ricama male.

Evita la tentazione dell’“Auto-tutto”. Posterize è un martello: per questo pinguino serve un bisturi.
Insight operativo: perché la riduzione “a scalini” funziona
Pensa alla riduzione colori come a scolare la pasta: se versi tutto di colpo, perdi la pasta (il dettaglio). Se scoli lentamente, tieni il cibo e butti via l’acqua (il rumore). Scendendo gradualmente, dai al software il tempo di ricalcolare i confini senza fusioni catastrofiche.
Step 2: Pulizia manuale con Merge e Despeckle
Il Wizard ci porta a metà strada, ma restano decine di “colori fantasma” (ad esempio 5 blu che a occhio sembrano identici). Qui entriamo nella fase di rifinitura manuale.

Strategia di merge manuale (come nel video)
L’obiettivo è allineare la palette alla realtà del filo. Se in laboratorio hai una sola bobina di “blu pinguino”, nel file dovrebbe esserci un solo blu.
- I blu:
- Azione: clicca Merge.
- Esecuzione: seleziona il blu principale, poi clicca i blu “fantasma” nella tabella palette per assorbirli.
- I gialli:
- Vincolo: mantieni due gialli (luce e ombra). Fonderli appiattisce l’effetto 3D del becco.
- Strumento: usa Despeckle per eliminare “polvere” (pixel isolati) che restano sparsi.
- I viola:
- Vincolo: riduci a due viola (colore principale e ombra della sciarpa).
- Controllo pratico: ingrandisci molto e cerca granulosità/pixel casuali vicino ai bordi: rimuovili con Despeckle per evitare micro-punti inutili.
Risultato atteso
Nel video si arriva a una palette pulita e logica di otto colori:
- Rosso (sfondo—temporaneo)
- Viola 1 (chiaro)
- Viola 2 (scuro)
- Giallo 1 (base becco)
- Giallo 2 (ombra becco)
- Blu (corpo)
- Nero (contorno)
- Bianco (occhi/pancia)
Nota da produzione: non inseguire il “colore perfetto” a schermo
Non cercare di farlo sembrare una foto sul monitor. Un file da ricamo è un progetto strutturale: blocchi di colore più semplici ricamano spesso meglio, con meno tagli e meno salti, rispetto a sfumature complesse. Il tessuto aggiunge già texture.
Step 3: Preparare lo sfondo per la trasparenza
Questo passaggio è poco intuitivo ma cruciale. Dobbiamo dire al software: “ignora il riquadro attorno al pinguino”. Però, se rendiamo “Bianco” trasparente, perdiamo gli occhi e la pancia.

Fallo esattamente come nel video
- Strumento: seleziona Fill Region (secchiello).
- Colore: scegli un colore ad alto contrasto che non esista nel pinguino. Nel video si usa Rosso.
- Azione: riempi lo sfondo con il rosso.
Risultato atteso
Vedrai un “mare rosso” attorno al pinguino. È un effetto tipo green screen (qui rosso) che isola il soggetto.
Albero decisionale: tipo di grafica → strategia migliore per lo sfondo
Quando usare questa tecnica di “riempimento rosso”?
- Scenario A: il disegno contiene elementi bianchi (occhi/testo).
- Azione: usa un colore di riempimento a contrasto (rosso/verde/fucsia). Non puoi usare il bianco come trasparenza.
- Scenario B: il disegno è completamente colorato (senza bianco).
- Azione: puoi lasciare lo sfondo bianco e impostare il bianco come trasparente.
- Scenario C: l’input è già un SVG.
- Azione: spesso lo sfondo non esiste (trasparente di default). Salta questo step.
Step 4: Ispessire le linee per una qualità di cucitura migliore
Questo è il “segreto” dell’auto-digitizing. Una linea da 1 pixel è troppo sottile perché il software la interpreti in modo stabile: tende a generare punti irregolari o percorsi sporchi invece di un contorno pulito.

Cosa fare
- Strumento: scegli Pencil (Freehand).
- Colore: con il contagocce prendi il Nero del contorno esistente.
- Azione: ripassa le zone dove il contorno è troppo sottile o “sgranato” per renderlo più pieno e continuo.
Perché funziona: stai dando al software una “strada” chiara da seguire. Linee più spesse e uniformi sono più facili da interpretare durante la generazione punti.
Risultato atteso
Il pinguino apparirà un po’ più “cartoon”, con bordi più decisi.
Insight: perché lo spessore del contorno cambia il comportamento del ricamo
Nel mondo reale il filo ha larghezza. Se a schermo la linea è troppo sottile o intermittente, l’interpretazione automatica diventa instabile. Ispessire il contorno rende la forma più leggibile e riduce il rischio di contorni “spezzati” o irregolari.
Step 5: Correggere l’ordine di cucitura in SewWhat-Pro
Ora usciamo dalla fase “grafica” ed entriamo nella fase “ingegneria”: generiamo i punti, esportiamo in Brother PES e apriamo SewWhat-Pro per correggere un difetto tipico dell’auto-digitizing.

Genera i punti con Auto-Sew (e imposta la trasparenza)
- Clicca: Stitch Image.
- Seleziona: Auto-Sew Image.
- Parametri: accetta i default (a meno che tu non stia regolando densità da utente avanzato).
- Trasparenza: clicca Set Transparent Color e poi clicca sullo sfondo rosso.
Avendo riempito lo sfondo di rosso, il software lo ignora e cuce solo il pinguino.
Esporta come file Brother PES
- Menu: File > Save As.
- Formato: scegli Brother (.pes).

Anteprima e correzione in SewWhat-Pro
Apri il PES in SewWhat-Pro. Problema tipico: il “contorno nero” viene spesso messo come primo oggetto. Conseguenza pratica: se il contorno cuce per primo, i riempimenti successivi possono coprirlo o farlo perdere visivamente.

Per correggere il layering del contorno:
- Menu: Edit > Order Threads.
- Individua: Thread 1 (nero).
- Azione: spostalo all’ultima posizione (nel video: posizione 7).

Risultato atteso
La simulazione mostra prima i riempimenti e poi il contorno nero che chiude e definisce il disegno.

Opzionale: regola i colori filo per un aspetto migliore
Nel video vengono modificati i colori per ottenere una resa più gradevole.

È un’abitudine utile: scegliere palette coerenti aiuta a visualizzare meglio il risultato prima di ricamare.
Checklist di preparazione (fine Prep)
- Sorgente: grafica trovata e leggibile (PNG/JPG/SVG).
- Dimensione: dimensioni del disegno verificate (nel video ~4x5 pollici—area tipica da telaio 5x7).
- Piano: decidere se serve il “riempimento rosso” (sì se il disegno contiene bianco).
- Palette: identificare i colori “irrinunciabili” (es. 2 gialli distinti).
- Consumabili: penna idrosolubile per segnare il centro, ago 75/11 (standard), filo 40wt.
Checklist di impostazione (fine Setup)
- Import: immagine caricata in SewArt.
- Wizard: riduzione colori eseguita a scalini (stop a ~60 colori).
- Merge: palette consolidata in ~8 colori logici.
- Rumore: Despeckle usato per rimuovere pixel isolati.
- Isolamento: sfondo riempito con colore a contrasto (rosso).
- Struttura: contorni ispessiti manualmente con Pencil.
Checklist operativa (fine Operation)
- Generazione: Auto-Sew eseguito con sfondo rosso impostato come trasparente.
- Export: file salvato in PES.
- Controllo livelli: file aperto in SewWhat-Pro.
- Riordino: CRITICO: contorno spostato per cucire per ultimo.
- Simulatore: verifica visiva della sequenza (riempimenti -> dettagli -> contorni).
Avvertenza: Prima la sicurezza. Prima di ricamare su un capo finito, fai sempre una prova su scarto. L’auto-digitizing può creare densità eccessiva e sovrapposizioni che aumentano il rischio di rottura ago. Durante il primo test, tieni abbassata la copertura della macchina o proteggi gli occhi.
Quando diventa un “vero flusso da ricamo” (non solo software)
Hai un file pulito. Ora la battaglia si sposta sulla macchina: se ricami un file perfetto con un’intelaiatura incoerente, il contorno può risultare comunque fuori registro.
- La difficoltà: i telai tradizionali richiedono una tensione “a tamburo”, difficile da ripetere su ogni pezzo, soprattutto su felpe spesse o maglie delicate.
- Soluzione (uso domestico): un telaio magnetico da ricamo per brother pe800 riduce la lotta con viti e pressione: posizioni stabilizzatore e tessuto e i magneti chiudono in modo rapido.
- Soluzione (uso business): se fai molte produzioni, i telai magnetici da ricamo per brother su macchine da ricamo multiago possono ridurre drasticamente i tempi di intelaiatura.
Avvertenza: Sicurezza magneti. I magneti al neodimio sono molto forti e possono pizzicare le dita. Chi ha pacemaker deve rispettare la distanza di sicurezza indicata dal produttore (spesso 6–12 pollici).
Troubleshooting (sintomo → causa probabile → correzione)
| Sintomo | Causa probabile | Correzione rapida |
|---|---|---|
| Punti “confetti” | Il PNG ha troppi colori (rumore). | Riduci i colori con il Wizard prima di generare i punti. |
| Il becco/dettagli spariscono | Riduzione colori troppo aggressiva (es. fino a 30). | Torna a ~60 colori dove il dettaglio resta; poi usa Merge manuale. |
| Contorno “sepolto” | Il contorno cuce per primo. | In SewWhat-Pro: Edit -> Order Threads -> sposta il contorno all’ultima posizione. |
| Blocchi quadrati cuciti sullo sfondo | Trasparenza non impostata. | In Auto-Sew: usa Set Transparent Color e clicca lo sfondo rosso. |
| Linee spezzate/seghettate | Linee di input troppo sottili. | Ispessisci i contorni con Pencil prima di Auto-Sew. |
| Segni del telaio / impronte | Telaio serrato troppo. | Valuta intelaiatura “floating” o un sistema a telaio magnetico. |
Controlli qualità prima di ricamare
Non fidarti ciecamente dello schermo. Fai una “simulazione mentale”:
- Densità: ci sono riempimenti pieni sopra altri riempimenti pieni? (rischio ago).
- Percorso: la macchina salta in modo illogico da una zona all’altra? (inefficienza, più tagli).
- Stabilità nel telaio: quando tocchi il tessuto nel telaio da ricamo, è uniforme e ben teso?
Una stazione di intelaiatura per macchina da ricamo coerente è la variabile che devi controllare: se la tua intelaiatura cambia ogni volta, non puoi diagnosticare correttamente il file digitale.
Risultati
Seguendo con rigore questo flusso, hai trasformato un’immagine piatta e rumorosa in un oggetto da ricamo più pulito e gestibile. Hai:
- preservato dettagli specifici (le due tonalità del becco) fermando il Wizard al momento giusto;
- creato un effetto “green screen” (rosso) per rimuovere lo sfondo senza perdere i bianchi del disegno;
- corretto la logica di cucitura spostando il contorno a cucire per ultimo.

Questo flusso è una base solida. Per passare dal “mi è venuto bene una volta” alla ripetibilità in produzione, standardizza gli strumenti fisici. Usare telai da ricamo per ricamatrice di qualità—e in particolare un moderno telaio magnetico da ricamo—aiuta a stabilizzare il processo, così la variabile principale resta il disegno, non il telaio che lo trattiene.
