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Indice
Materiali necessari per ricamare il raso
Per molti, gli accappatoi in raso sono il “boss finale” del ricamo: hanno un aspetto premium, ma il tessuto è notoriamente scivoloso—sotto l’ago si comporta quasi come un liquido. Scorre durante l’intelaiatura, si increspa se la tensione non è corretta e può mostrare segni del telaio permanenti se viene serrato in modo aggressivo.
Per gestirlo, non ci affidiamo alla fortuna: ci affidiamo alla fisica—attrito, stabilizzazione e allineamento preciso.

Ragiona come un responsabile di produzione prima di iniziare. L’obiettivo non è finire un accappatoio: è creare un processo ripetibile in cui il decimo pezzo è identico al primo.
Cosa usa il video (setup)
- Capo: accappatoio in raso nero.
- Macchina: Ricoma MT-1501 (multiago) con telaio quadrato (Hoop E).
- Stabilizzatore: cutaway (fondamentale per mantenere la forma su tessuti instabili).
- Adesione: spray adesivo temporaneo Odif 505.
- Marcatura: rullo di gesso + righello a bordo dritto.
- Taglio: forbici di precisione.
- Pulizia: panno di scarto/mussola.
Materiali “nascosti” (quelli che spesso i principianti dimenticano)
- Aghi 75/11 (universali/Sharp o Ballpoint): idealmente nuovi. Un ago rovinato sul raso può causare tirature non recuperabili.
- Filo inferiore (spolina): assicurati che la capsula spolina sia pulita; sul raso i problemi di tensione si vedono subito se la lanugine crea attrito.
- Nastro carta: utile per bloccare l’eccesso di tessuto dell’accappatoio fuori dall’area di ricamo.

Chiarimenti guidati dalle domande più frequenti (verdetto “da laboratorio”)
- Perché cutaway? Molti chiedono se il tearaway vada bene. Nel flusso mostrato, no: il raso è una trama che si deforma facilmente. Il tearaway non offre supporto strutturale dopo la cucitura e può portare a lettere che “si aprono” o perdono definizione nel tempo. L’autore conferma correttamente stabilizzatore cutaway.
- Misura ago: confermata 75/11. È un buon compromesso: abbastanza grande per gestire filo 40wt senza sfilacciare, ma non così grande da lasciare fori evidenti su una trama delicata.
- Digitizing/Impostazioni di ricamo: l’autore indica l’uso della scelta automatica tessuto “Satin” (Hatch) e una base con edge run + underlay zigzag. In pratica: prima si ancora il tessuto allo stabilizzatore, poi si costruiscono le colonne visibili—riducendo il rischio di arricciature da trazione.
Percorso di upgrade: quando passare ai telai magnetici
Se fai fatica a mettere in telaio il raso senza lasciare segni del telaio (anelli lucidi/schiacciati) o se il tessuto continua a scivolare, spesso non è solo “questione di mano”: è un limite dell’attrezzatura. I telai tradizionali a vite lavorano per attrito e pressione laterale.
Soluzione: molti laboratori passano a telai magnetici da ricamo per lavorazioni su raso.
- Perché: sfruttano una forza magnetica verticale invece della pinzatura laterale. Questo riduce quasi del tutto i segni del telaio e “aggancia” più rapidamente i tessuti scivolosi, evitando di tirare e deformare il capo. Se prevedi lotti di accappatoi, l’upgrade si ripaga riducendo gli scarti.
Avvertenza: rischio segni del telaio. Se è la tua prima volta sul raso, non stringere eccessivamente la vite di un telaio standard in plastica. Se forzi, puoi schiacciare le fibre e lasciare un anello chiaro permanente che non sempre va via con il vapore.
Misurazione e marcatura del posizionamento sugli accappatoi
L’allineamento è ciò che separa un lavoro “fatto in casa” da un “su misura”. Su un accappatoio non puoi usare il colletto come riferimento: cambia caduta e posizione da capo a capo. Serve un punto fisso e ripetibile: l’intersezione delle cuciture.

Step 1 — Traccia la linea orizzontale di posizionamento
- Stendi il capo: appoggia l’accappatoio completamente piatto su una superficie rigida (meglio un tavolo; un asse da stiro imbottito falserebbe le misure).
- Trova l’ancora: individua il punto in cui la cucitura del giromanica incontra il fianco/corpo. È il tuo “punto T”.
- Misura verso l’alto: misura esattamente 3 pollici sopra quel punto.
- Segna: con righello e gesso, traccia una linea orizzontale sul retro.
Step 2 — Traccia la linea verticale di centro
- Trova il centro: usa l’etichetta centrale oppure la cucitura centrale dietro.
- Crea la croce: traccia una linea verticale che intersechi la linea orizzontale. Hai così un mirino (crosshair) pulito.

Consiglio operativo: regola del “campione oro”
Il raso inganna: da steso sembra una cosa, indossato un’altra.
- Azione: se stai facendo un ordine da cerimonia (5+ accappatoi), prova il primo su manichino o su una persona prima di ricamare. La regola dei “3 pollici” è un riferimento pratico, ma misurare dalla cucitura rende il posizionamento coerente anche se nel lotto ci sono taglie diverse.
Attenzione: la “trappola plush”
Il video mostra il processo su raso standard. Se ricami un accappatoio plush/pile, la logica di misura resta valida, ma cambia la fisica: lo spessore del pelo fa “affondare” il punto.
- Nota pratica: su plush spesso serve un topping idrosolubile per evitare che le lettere scompaiano nel pelo. (Il video non entra nel dettaglio del topping: considera questa come una differenza di comportamento del materiale, non come una modifica obbligatoria del metodo mostrato.)
Stabilizzare il raso: metodo con spray adesivo
È lo step più critico. Il raso ha poco attrito: vuole scivolare. Dobbiamo trasformarlo temporaneamente in un “adesivo” controllato per bloccarlo.
Step 3 — Prepara lo stabilizzatore con lo spray
- Contenimento: metti lo stabilizzatore cutaway dentro una scatola di cartone (lo spray va ovunque; evita di sporcare pavimento e banco).
- Applicazione: nebulizza Odif 505 in modo leggero e uniforme.
- Controllo tattile: deve risultare appiccicoso tipo Post-it, non bagnato come colla. Se lascia residuo sul dito, hai spruzzato troppo: aspetta che asciughi un po’.

Step 4 — Adesione e lisciatura dell’accappatoio
- Metodo “decal”: appoggia l’accappatoio sullo stabilizzatore tacky senza “buttarlo” giù. Parti dal centro (la croce) e liscia verso l’esterno con i palmi.
- Verifica: niente bolle, niente grinze. Accappatoio e stabilizzatore devono muoversi come un unico pezzo.

Perché funziona (in pratica)
Con il raso, l’intelaiatura tradizionale spesso non riesce a “mordere” il tessuto al centro. Con lo spray aumenti l’attrito tra raso e stabilizzatore: così è lo stabilizzatore a gestire lo stress delle perforazioni dell’ago, non le fibre delicate del raso.
Decision tree: tessuto vs strategia di stabilizzazione
Usa questa logica prima di iniziare:
SE il tessuto è raso (scivoloso/intrecciato):
- Usa: stabilizzatore cutaway + spray adesivo.
- Perché: riduce lo slittamento e sostiene meglio il ricamo.
SE il tessuto è jersey/maglia (elastico):
- Usa: cutaway “no-show mesh” (polymesh) + interfodera termoadesiva.
- Perché: lo spray da solo non blocca l’elasticità; l’interfodera limita lo stiramento.
SE il tessuto è plush/pile (spesso):
- Usa: tearaway (o cutaway) + topping idrosolubile.
- Perché: il topping evita che i punti affondino nel pelo.
SE il tessuto è seta molto fragile/trasparente:
- Ago 80/12? NO. Passa a 70/10. Valuta telai magnetici da ricamo per ridurre i segni da pressione.
Se il tuo problema principale è la “distorsione”, fidati del metodo con spray mostrato nel video.
Intelaiatura del raso: consigli per una tensione corretta
Qui si decide tutto. Devi bloccare il tessuto in modo teso e uniforme, senza deformarlo.
Step 5 — Metti in telaio l’accappatoio stabilizzato
- Allenta: apri bene la vite del telaio esterno.
- Allinea: posiziona il telaio esterno sopra il capo. Assicurati che la croce di gesso sia parallela ai riferimenti del telaio.
- Pressione verticale: inserisci l’anello interno spingendo dritto verso il basso fino al bloccaggio (nel video serve parecchia pressione).
- Controllo “tamburo”: picchietta leggermente: deve suonare come un tamburo morbido.
- Controllo tensione: se c’è gioco, tira solo quanto basta ai bordi. Non strattonare: sul raso deformi la trama e ti ritrovi testo inclinato.



Checkpoint esperto: alternativa “float” (se temi i segni del telaio)
Se hai paura dei segni del telaio, puoi “flottare” il capo.
- Tecnica: metti in telaio solo lo stabilizzatore ben teso, spruzzalo e incolla sopra l’accappatoio senza chiuderlo tra gli anelli.
- Requisito operativo: serve una cucitura di imbastitura (basting box) per bloccare il capo prima che parta il disegno.
In produzione, regolare viti e pressione per ogni pezzo rallenta e affatica. Una hooping station for embroidery machine aiuta a tenere fermo il telaio esterno mentre allinei il capo con entrambe le mani, migliorando la ripetibilità.
Checklist di preparazione (non procedere finché non è tutto spuntato)
- Ago: 75/11 nuovo montato?
- Spolina: spolina piena inserita? (Finire il filo nel mezzo di un satin stitch è un incubo).
- Adesione: stabilizzatore ben attaccato e il tessuto non scorre se lo strofini?
- Marcatura: croce ben visibile?
- Sicurezza telaio: anello interno a filo o leggermente incassato (non “saltato fuori”)?
- Ingombri: il resto dell’accappatoio è piegato/nastrato lontano dall’area ago?
Centrare il disegno sulla Ricoma MT-1501
Partiamo da un presupposto realistico: a mano è raro centrare perfettamente. Usiamo la macchina per correggere le inevitabili imprecisioni dell’intelaiatura.
Step 6 — Monta il telaio
Fai scorrere i supporti del telaio sui bracci del pantografo finché non senti il “click” dei fermi. Se non aggancia correttamente, il disegno può spostarsi e rovinare il capo.

Step 7 — Trace e spostamento (la correzione)
- Allineamento digitale: seleziona il disegno sull’interfaccia.
- Controllo ingombri: premi “Trace” (controllo contorno) e verifica che il piedino non tocchi il telaio.
- Spostamento preciso: usa le frecce direzionali per muovere il pantografo finché l’ago non è esattamente sopra l’incrocio della croce di gesso.



Blocco della posizione
Una volta centrato, conferma lo stato/lock come mostrato: sulla Ricoma (e su molte multiago) questo salva il punto di partenza del disegno.
- Perché è importante: se si rompe il filo o la macchina si ferma, avere il punto di partenza “bloccato” aiuta a riprendere con coerenza.
Consiglio pratico: gestione della velocità
Nel video si lavora a 700 SPM.
- Zona sicura per iniziare: 600–700 SPM.
- Perché: sul raso, rallentare aiuta a controllare meglio la qualità e riduce stress su filo e tessuto.
Termini come macchina da ricamo ricoma mt 1501 rappresentano uno standard tipico per questo tipo di lavorazione perché su macchine industriali/multiago è più semplice fare controlli di registro e correzioni a pannello.
Checklist di setup (pre-volo)
- Telaio: agganciato con click e controllato con una leggera “scossa”?
- Clearance: Trace completato senza urti sul telaio?
- Centro: ago allineato alla croce di gesso?
- Velocità: impostata a 600–700 SPM?
- Colori: coni filo corretti assegnati agli aghi corretti?
Finitura: rifilatura e pulizia
La parte più rischiosa non è la cucitura: è la rimozione e la rifinitura.
Step 8 — Ricama il disegno
Osserva le prime cuciture: se lo stabilizzatore non è abbastanza tacky, i punti iniziali possono trascinare il tessuto. Se il suono è regolare e il tessuto resta piatto, puoi proseguire.

Step 9 — Rimuovi e rifila
- Togli dal telaio: rimuovi il telaio dalla macchina e libera il capo.
- Stacca: solleva lo stabilizzatore dal retro; deve venire via senza strappare il tessuto.
- Taglio “in sicurezza”: solleva il tessuto del capo con una mano e taglia lo stabilizzatore con l’altra.
- Regola fondamentale (dal video): taglia guardando dal lato del capo (fronte/top), così vedi sempre dove sono le forbici ed eviti di tagliare il raso. Lascia circa 0,5–1 pollice di margine attorno al ricamo.

Avvertenza: sicurezza magneti. Se usi telai magnetici ad alta forza, tieni le dita lontane dalle superfici di contatto: possono chiudersi di scatto e pizzicare forte. Tenerli lontani da pacemaker.
Step 10 — Rimuovi i segni di gesso
Non usare acqua: può trasformare alcuni gessi in una pasta che si fissa.
- Tecnica (dal video): usa un panno asciutto di cotone/mussola e strofina finché le linee spariscono.


Checklist operativa (post-produzione)
- Punti saltati/jump: rifilati puliti sul davanti?
- Stabilizzatore: rifilato con forma regolare (senza angoli appuntiti che danno fastidio)?
- Segni: gesso rimosso completamente?
- Controllo qualità: nessun cappio/filo lento sulla superficie?
Risoluzione problemi (sintomo → causa probabile → soluzione)
| Sintomo | Causa probabile | Soluzione immediata | Prevenzione |
|---|---|---|---|
| Arricciature/effetto “uvetta” | Stabilizzatore non abbastanza teso oppure tessuto non ben aderito allo stabilizzatore. | Difficile da recuperare a lavoro finito. | Cutaway + spray; assicurati che sia “teso a tamburo”. |
| Anello chiaro/“ghost ring” sul tessuto | Telaio troppo stretto; fibre schiacciate. | Prova vapore dal rovescio. | Riduci pressione; valuta ausili o telai magnetici. |
| Ago che si rompe subito | Urto contro il telaio oppure troppi strati. | Ferma, riallinea, cambia ago. | Esegui sempre il “Trace” prima di avviare. |
| Spazi tra contorno e riempimento | Tessuto che si muove durante la cucitura. | Riduci velocità. | Migliora adesione con spray e lisciatura iniziale. |
| Filo che si sfilaccia | Attrito eccessivo nell’occhiello dell’ago. | Cambia ago (75/11). | Usa filo poliestere di qualità e controlla tensioni. |
| Disegno storto | Intelaiatura non in squadra. | Correggi a pannello con piccoli spostamenti prima di partire. | Usa righello e linee di riferimento durante la marcatura. |
Risultato: come riconoscere un lavoro “fatto bene”
Un ricamo professionale su raso si riconosce soprattutto da ciò che non si vede.
- Niente arricciature: il raso attorno alle lettere resta piatto.
- Niente segni del telaio: nessun anello schiacciato.
- Niente fili vaganti: transizioni pulite.
Quando padroneggi questo processo, puoi posizionarti su una fascia premium: il raso richiede calma e controllo. E se inizi a farne tanti (ordini in serie), l’efficienza diventa fondamentale. In quel punto, ottimizzare con telai da ricamo per ricoma (o telai magnetici compatibili) e valutare la produttività di una macchina da ricamo 15 aghi ti aiuta a trasformare il ricamo da “lotta artigianale” a “workflow scalabile”.
Parti dai materiali giusti, rispetta la fisica del tessuto e verifica ogni passaggio prima di premere il tasto di avvio.
