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Scegliere il font giusto per l’appliqué
Se vuoi una lettera appliqué dall’aspetto “premium” (senza aumentare troppo i tempi macchina), la scelta del font è la base. Nel video, Sue parte da una lettera “S” TrueType e ricorda la regola che conta davvero: scegli un font abbastanza spesso da reggere più strati—posizionamento, fissaggio, texture decorativa, motivo e finitura a raso.

Cosa stai costruendo (la “stratificazione” finale)
Non stai digitalizzando una lettera piena tradizionale. Stai costruendo una ricetta a strati per l’appliqué. Qui la visualizzazione è fondamentale: immagina un “sandwich” in cui ogni livello ha un compito strutturale: 1) Linea di posizionamento (punto di corsa/run): la “mappa” sul feltro. 2) Fissaggio (zigzag): la colla meccanica che blocca il lamé oro. 3) Tatami aperto decorativo (linee molto distanziate): le “barre” che lasciano brillare l’oro. 4) Bordo interno a motivo (seconda linea decorativa interna): il gioiello. 5) Bordo finale a raso: la cornice che copre il taglio e rifinisce.
Spessore del font: perché conta più dello stile
Sue mostra che le zone sottili della lettera possono “rompere” l’offset interno: quando crei una linea rientrata (inset), i tratti troppo stretti possono generare piccoli “artefatti” scollegati.
Regola pratica: se la lettera ha curve sottili o controparti strette (come i vuoti interni di “a”, “o” o “g”), c’è un rischio strutturale. Potresti dover:
- Scegliere un font più pieno (block o slab-serif: più sicuro per iniziare).
- Ridurre quanto rientri con l’offset (es. da -3 mm a -2 mm).
- Semplificare la decorazione interna.
Un utente ha chiesto perché le forme chiuse (come “a/o/g”) si riempiono di Tatami quando dovrebbero restare vuote. Di solito è un segnale che lo spazio negativo non è stato preservato correttamente nella fase di riempimento—ne parliamo nella sezione texture.

La dimensione conta (e il video ti dà un riferimento)
Sue imposta la lettera a circa 5x7 pollici prima di creare il contorno. Le lettere appliqué grandi sono più tolleranti e valorizzano materiali speciali (come il lamé oro).
Se produci patch o monogrammi, questo approccio “lettera grande, meno punti, massimo impatto visivo” scala bene—soprattutto quando fai più ricami in serie.
Digitalizzare la base: linea di posizionamento e fissaggio
Qui il disegno diventa davvero “pronto per l’appliqué”. Il flusso del video è semplice e ripetibile: crei un contorno pulito, poi lo copi/incolli in più oggetti cambiando il tipo di punto.

Step 1 — Creare un singolo contorno da una lettera TrueType
Azione nel video: Sue filtra i font su TrueType, sceglie uno stile serif abbastanza spesso, poi usa Create Outlines and Offsets per generare un contorno. Elimina l’oggetto pieno originale e mantiene il contorno come base.
Risultato atteso: un contorno “wireframe” pulito al posto della lettera piena.
Checkpoint: non preoccuparti di come la preview della lettera “cucirebbe” (es. raso spezzato o densità). Sue dice esplicitamente di ignorarlo perché stai usando solo la forma per ricavare il contorno.
Step 2 — Linea di posizionamento (run stitch)
Il primo oggetto cucito è la linea di posizionamento. Si ricama sul tessuto base (Sue usa feltro nero) e ti indica esattamente dove appoggiare il tessuto appliqué.
Risultato atteso: una singola linea sul feltro. Dovrà sparire quasi del tutto una volta coperta.
Step 3 — Linea di fissaggio (zigzag)
Sue copia/incolla di nuovo il contorno e lo converte in Zig Zag per il fissaggio.
Impostazioni chiave dal video:
- Spaziatura Zig Zag: 3–4 mm.
- Sottofondo (Underlay): rimosso completamente.
- Pull compensation: 0,00 o rimosso.

Perché togliere underlay/pull comp qui? Nell’appliqué, il fissaggio serve solo a bloccare il tessuto. Un sottofondo aggiunge spessore inutile, crea bordi “gonfi” e rende il taglio molto più scomodo.
Forzare lo stop macchina (per posare il tessuto)
Sue cambia colore tra gli oggetti così la macchina si ferma dopo la linea di posizionamento. Quella pausa è il tuo momento “hands-on” per posare il lamé oro.
Suggerimento operativo (dai commenti, generalizzato): se stai seguendo in un software diverso e la sequenza non si ferma, controlla di non aver lasciato tutto dello stesso colore. Molte macchine (Brother e non solo) usano il cambio colore per creare uno stop.
Creare la texture: impostazioni Tatami aperto
Questo è lo strato “wow”: linee decorative che lasciano vedere il lamé oro invece di coprirlo.
Step 4 — Convertire il contorno in Tatami, poi “aprirlo”
Sue incolla di nuovo il contorno, lo converte in Tatami Fill, poi lo rende decorativo aumentando molto la spaziatura.
Impostazioni chiave dal video:
- Spaziatura Tatami: 10–11 mm (molto ampia).
- Underlay: rimosso.
- Pull compensation: rimosso.
- Travel on edge: ON (critico).

Risultato atteso: invece di un riempimento denso, vedrai linee diagonali molto distanziate (tipo “griglia”) sulla lettera.
“Travel on edge” non è opzionale per questo effetto
Sue mostra cosa succede se non lo attivi: i punti di passaggio attraversano le aree aperte e sembrano errori.
Checkpoint: dopo aver attivato “Travel on edge”, lancia la simulazione punti. I passaggi devono restare sul perimetro (poi nascosti dal raso), non attraversare l’interno.
Forme chiuse che si riempiono (a/o/g): cosa sta succedendo?
Un utente ha chiesto perché lettere come “a”, “o” e “g” ricevono punti Tatami anche dove dovrebbe restare vuoto.
In questo progetto, la correzione di solito è una di queste:
- Il software ha trattato il “foro” interno come parte dell’area di riempimento.
- Il contorno/oggetto non era definito correttamente come “foro” quando è stato convertito.
Checkpoint pratico: prima di confermare, fai zoom. Se il foro della “O” risulta colorato come area di riempimento nella preview, la macchina cucirà lì. Deve rimanere vuoto.
Se usi un programma diverso: nei commenti su PE Design 10 è stato indicato che esiste un’opzione in stile “stitch path” per far viaggiare il punto lungo il bordo invece che attraversare il disegno. Il nome può cambiare, ma l’obiettivo è lo stesso: tenere i travel sul perimetro.
Aggiungere brillantezza: bordi interni a motivo
È il dettaglio che fa sembrare la lettera “progettata”, non solo ricamata.
Step 5 — Creare una linea interna con offset negativo
Sue torna su Create Outlines and Offsets, ma questa volta usa un offset interno (negativo):
- Offset: -3,00 mm

Risultato atteso: compare una seconda linea all’interno del perimetro principale.
Checkpoint: se vedi frammenti spezzati (“artefatti”) nelle zone sottili, il font è troppo sottile per quell’inset. Elimina gli artefatti o scegli un font più spesso.
Step 6 — Convertire la linea interna in un motivo (motif run)
Sue seleziona un pattern:
- Motif pattern: Kite 10 (o simile).

Risultato atteso: una linea decorativa interna con abbastanza spazio negativo da non risultare “ammassata”.
Attenzione (dal video): alcuni motivi si incrociano o diventano troppo densi nelle curve strette. Se a schermo sembra un groviglio, sul tessuto può diventare un nodo problematico. Scegli un motivo più semplice o riduci la densità percepita scegliendo un pattern più aperto.
Il segreto per ricamare il filo metallico senza rotture
Il filo metallico è bellissimo—e notoriamente capriccioso. I commenti confermano l’esperienza tipica: molte persone lo evitano perché si spezza, si attorciglia o crea problemi di tensione.
Il problema principale: torsione e “memoria” del filo
Il filo metallico è, in pratica, una lamina avvolta su un’anima. Quando si svolge dal portaspola standard può accumulare torsione. Sue mostra che questa torsione si traduce in:
- Tensione irregolare.
- Sfilacciamento (la lamina si stacca dall’anima).
- Grovigli sotto (bird nesting).

La soluzione del video: la tazza da caffè come supporto filo
Il trucco di Sue è semplice: mettere la spola metallica in una tazza da caffè in ceramica posizionata di lato/davanti alla macchina. Così il filo può svolgersi più liberamente, “scaricando” la torsione prima di entrare nel percorso di tensione.

Risultato atteso: alimentazione più fluida, meno torsione, meno rotture.
Avvertenza: sicurezza meccanica. Tieni la tazza lontana dal lato del volantino (di solito a destra). Sue avverte esplicitamente di non posizionarla dove il filo può impigliarsi nel meccanismo. Se il filo si incastra, può creare un groviglio importante.
Set-up alternativi (dai commenti, generalizzato)
Un commento esperto segnala che anche un supporto filo orizzontale o un portafilo esterno possono ridurre la torsione. L’obiettivo è aumentare la “distanza di rilassamento” tra spola e primo guidafilo.
Nota operativa (dai commenti): un utente ha indicato l’uso di un ago specifico per filo metallico, con cruna leggermente più grande.
Stitch-out passo passo su lamé oro
Questa sezione trasforma la digitalizzazione in un ricamo pulito—fondamentale perché il lamé oro è sottile, lucido e può sfilacciare se lo tratti con troppa fretta.

Primer: cosa farai lato macchina
- Posare e tenere fermo il lamé oro sul feltro senza spostamenti.
- Capire quando rifilare e quanto vicino.
- Mantenere il filo metallico scorrevole durante i passaggi decorativi e il raso.
Preparazione (materiali e controlli prima di partire)
Prima di avviare, prepara ciò che evita problemi a metà lavoro.
Materiali mostrati/menzionati nel video:
- Feltro nero come base.
- Tessuto lamé oro.
- Filo metallico variegato (Sue usa Gunold).
- Ago da ricamo.
- Forbici da appliqué.
- Tazza da caffè (come supporto filo).
Per ridurre la frustrazione quando lavori con strati scivolosi o delicati, molti laboratori standardizzano la messa in telaio con tecniche e routine di stazione di intelaiatura per macchina da ricamo che puntano a tensione costante e posizionamento ripetibile.
Checklist di preparazione (fine Prep)
- La lettera è dimensionata correttamente (circa 5x7 pollici) e rientra nel telaio.
- La linea di posizionamento è la prima in sequenza; è presente uno stop (cambio colore).
- Zigzag di fissaggio: spaziatura 3–4 mm; Underlay/Pull Comp = OFF.
- Tatami: spaziatura 10–11 mm; Travel on edge = ON.
- Offset interno -3,00 mm; motivo (Kite 10) verificato per evitare eccesso di densità.
- Filo metallico impostato per svolgersi liberamente (metodo della tazza).
Setup: intelaiatura e stabilizzazione (piatto e ripetibile)
Sue ricama su feltro e appoggia il lamé oro sopra la linea di posizionamento. La chiave è evitare che il lamé scivoli o faccia ondulazioni durante lo zigzag di fissaggio.
Indicazione pratica (coerente con il video): sul feltro spesso puoi lavorare anche senza stabilizzatore, ma devi ottenere piattezza e stabilità durante il fissaggio.
Se produci più lettere uguali (ordini, patch in serie), una stazione di intelaiatura da ricamo può rendere il posizionamento più rapido e coerente su più telai.
Decision tree per lo stabilizzatore (semplice e pratico)
Usa questa logica per decidere cosa mettere dietro al tessuto base:
1) Base in feltro abbastanza rigido (come nel video)
- Metodo: metti in telaio direttamente il feltro.
- Stabilizzatore: spesso non serve; se il feltro è morbido, valuta uno strappabile.
2) Base in maglia o capo elastico (t-shirt/felpa)
- Metodo: non tirare il tessuto in telaio.
- Stabilizzatore: un cutaway (meglio se termoadesivo) per controllare l’elasticità.
3) Base in tessuto fermo (borsa, denim)
- Metodo: intelaiatura ben tesa.
- Stabilizzatore: spesso basta uno strappabile.
4) Tessuto appliqué scivoloso (lamé oro)
- Metodo: dopo la linea di posizionamento, assicurati che il lamé resti piatto e fermo durante il fissaggio (nel video Sue lo tiene in posizione e poi lo blocca con lo zigzag).
Checklist di setup (fine Setup)
- Tessuto in telaio liscio (teso ma non deformato).
- Telaio agganciato senza giochi.
- Disegno centrato e orientato correttamente a schermo.
- Forbici a portata di mano.
- Percorso del filo metallico libero da ostacoli.
Avvertenza: sicurezza fisica. Il taglio dell’appliqué porta le dita vicino all’ago. Ferma completamente la macchina prima di rifilare.
Operatività: sequenza di ricamo con checkpoint

1) Ricama la linea di posizionamento
- Ricama il contorno sul feltro.
- Check: la macchina deve fermarsi (grazie al cambio colore).
Risultato atteso: una “mappa” chiara.
2) Posiziona il lamé oro
Appoggia il lamé oro sopra il contorno.
Checkpoint: liscia con le dita e assicurati che copra bene l’area.
Risultato atteso: lamé che copre completamente la zona.
3) Ricama lo zigzag di fissaggio
Esegui lo zigzag.
Checkpoint: se vedi bolle/ondulazioni, ferma e riposiziona il lamé.
Risultato atteso: lamé bloccato in modo uniforme.

4) Rifila il lamé vicino alla linea di fissaggio
Sue rifila con attenzione usando forbici da appliqué.
- Check sensoriale: il lamé può fare un suono tipo “strappo” quando lo tagli.
- Check visivo: possono restare residui metallici sul feltro.
Checkpoint: rifila molto vicino (circa 1–2 mm) senza tagliare i punti. Se lasci troppo margine, il raso finale potrebbe non coprire bene.
Risultato atteso: bordo pulito pronto per la decorazione.
5) Ricama la texture Tatami aperta
Esegui il Tatami distanziato.
Checkpoint: controlla che i travel restino sul bordo (non nell’area aperta).
Risultato atteso: linee diagonali decorative che lasciano vedere il lamé.
6) Ricama il bordo interno a motivo
Esegui il motivo (Kite 10).
Checkpoint: verifica che non stia creando un eccesso di densità nelle curve strette.
Risultato atteso: linea interna “bling” pulita.
7) Ricama il bordo finale a raso
Sue conclude convertendo il contorno in punto raso.

Checkpoint: il raso deve coprire il taglio del lamé.
Risultato atteso: patch rifinita e professionale.
Checklist operativa (fine Operazione)
- Linea di posizionamento pulita.
- Lamé posato piatto.
- Zigzag ha catturato tutti i bordi.
- Rifilo stretto (nessun tessuto che sporge oltre pochi mm).
- Tatami aperto definito; travel non visibili nell’interno.
- Motivo interno pulito, senza grovigli.
- Raso finale copre completamente il bordo tagliato.
Controlli qualità
Come riconoscere subito un buon risultato
Dopo il ricamo, togli dal telaio e controlla con buona luce:
- Finitura bordo: il raso deve essere uniforme, senza “pelucchi” di tessuto che spuntano.
- Chiarezza texture: le linee del Tatami aperto devono essere leggibili.
- Pulizia travel: niente linee casuali che attraversano l’area aperta.
- Comportamento filo: il metallico deve appoggiarsi piatto; se appare “sfilacciato”, spesso c’è troppa torsione o attrito.

Perché questo design è adatto alla produzione
Questo stile è ricco visivamente senza essere pesante di punti, perché il lamé fa da “riempimento” estetico.
Se però devi produrre molte lettere (batch), l’intelaiatura manuale diventa il collo di bottiglia. In questi casi molti laboratori passano a un flusso più ripetibile con una stazione. Strumenti come stazione di intelaiatura hoop master da ricamo aiutano a pre-intelaiare più velocemente e con maggiore precisione quando lavori in serie.
Percorso di upgrade strumenti (in base ai segnali)
Se durante questo progetto noti uno o più di questi problemi:
- Passi più tempo a mettere in telaio che a ricamare.
- Hai segni del telaio su tessuti delicati.
- Ti fanno male mani/polsi per la chiusura ripetuta.
- Il tessuto scivola quando chiudi il telaio e perdi l’allineamento.
Allora può avere senso valutare la soluzione di settore: telai magnetici.
Come decidere (processo):
- Scenario A: utente domestico (es. Brother Dream Machine) che fatica con spessori o tessuti che si segnano. Un telaio magnetico da ricamo per brother dream machine può essere un upgrade pratico: chiusura rapida senza “stringere a vite”.
- Scenario B: produzione su macchina da ricamo multiago (come la serie PR citata nei commenti). Qui il tempo è costo: valuta opzioni compatibili con telai da ricamo per brother pr1000e (in particolare telai magnetici) per ridurre re-intelaiature e tempi morti.
Avvertenza: sicurezza magneti. I telai magnetici usano magneti molto potenti.
* Salute: lontano da pacemaker e impianti.
* Elettronica: lontano da schermi e carte.
* Rischio schiacciamento: si chiudono con forza, attenzione alle dita.
Risoluzione problemi
Di seguito i problemi più comuni citati nel video e nei commenti, formattati come Sintomo → Causa probabile → Correzione rapida → Prevenzione.
1) Il filo metallico si attorciglia, si sfilaccia o si spezza
Causa probabile: torsione/memoria del filo dal portaspola standard; attrito elevato. Correzione (testata nel video): metti la spola in una tazza in ceramica accanto alla macchina per farla svolgere liberamente. Prevenzione: riduci l’attrito usando un set-up che “scarichi” la torsione prima del percorso di tensione.
2) Punti di passaggio visibili che attraversano l’area Tatami aperta
Causa probabile: il software sceglie il percorso più corto attraverso il vuoto. Correzione (impostazione video): attiva Travel on edge (o equivalente) nelle proprietà oggetto. Prevenzione: usa sempre la simulazione punti prima di ricamare.
3) Le forme chiuse (a/o/g) si riempiono quando dovrebbero restare vuote
Causa probabile: il software interpreta il “foro” come parte dell’area di riempimento. Correzione (controllo flusso): ricrea l’oggetto assicurandoti che lo spazio negativo sia definito come foro prima della conversione a fill. Prevenzione: controlla la preview: se l’interno è colorato come area di fill, verrà ricamato.
4) Il bordo interno crea frammenti spezzati (“artefatti”)
Causa probabile: tratto del font più sottile dell’inset richiesto (-3 mm).
Prevenzione: verifica lo spessore reale delle zone sottili prima di applicare offset aggressivi.
5) Il lamé sfilaccia o il bordo appare irregolare
Causa probabile: rifilo troppo lontano dalla linea di fissaggio.
Prevenzione: rifila in modo uniforme subito dopo lo zigzag, prima di procedere con gli strati decorativi.
6) Non trovi “Travel on edge” nel tuo software
Causa probabile: differenza di terminologia tra programmi. Correzione (direzione dai commenti): cerca nelle impostazioni/aiuti voci come “stitch path” o opzioni che fanno viaggiare il punto lungo il bordo. Prevenzione: impara il vocabolario del tuo software per la gestione dei percorsi (travel).
Risultati
Seguendo la sequenza di Sue—contorno → posizionamento → zigzag di fissaggio (3–4 mm) → Tatami aperto (10–11 mm) con Travel on edge → motivo interno (Kite 10) → finitura a raso—ottieni una lettera dall’aspetto alto di gamma, efficiente da ricamare e perfetta per valorizzare materiali speciali come il lamé oro.
I due takeaway più “salva-problemi” che emergono da video e commenti sono: 1) Il controllo dei travel è logico: se non dici al software di restare sul bordo, non lo farà. 2) Il filo metallico è fisica: è rigido e tende a torcersi. Il metodo della tazza funziona perché risolve il problema fisico di torsione prima che entri nella tensione.
Se prevedi di ricamare queste lettere in modo ripetuto (regali, patch, piccole vendite), il prossimo collo di bottiglia sarà il set-up. Prima di pensare a una macchina più veloce, molti maker ottengono i maggiori guadagni standardizzando la messa in telaio con stazione di intelaiatura per ricamo a macchina per rendere la produzione più stabile e ripetibile.
