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Materiali necessari per ricamare su tulle
Il lavoro “pizzo su tulle” può intimidire, soprattutto all’inizio. Sembra leggero e fragile, ma nel ricamo a macchina il tulle si comporta come un materiale tecnico: scivola facilmente, mostra ogni micro-imprecisione di taglio e rende evidente qualsiasi intelaiatura fatta di fretta. La buona notizia è che, capito come interagiscono gli strati, diventa uno dei supporti più gratificanti da lavorare.
Il flusso di lavoro di questo tutorial si basa su un principio fondamentale: prima la struttura, poi il ricamo. In pratica crei un “composito” temporaneo: abbastanza rigido da sopportare migliaia di perforazioni dell’ago, ma idrosolubile così da sparire in seguito.

Cosa realizzerai (e perché questo metodo funziona)
Ricamerai un bordo in pizzo a smerli su tulle brillante, sostenuto da un solo strato di stabilizzatore idrosolubile (WSS) in un telaio da 100 × 100 mm. Il disegno del pizzo fornisce la struttura interna, mentre il tulle resta come “impalcatura” permanente e trasparente che aiuta a tenere insieme il motivo in modo più delicato rispetto al pizzo freestanding (FSL).
Molti principianti cercano di risolvere le deformazioni del tulle aggiungendo più strati di stabilizzatore o rallentando la macchina al minimo. Rallentare può aiutare, ma il salto di qualità più grande arriva da due regolazioni meccaniche:
- Intelaiatura a tensione neutra: bloccare il tessuto senza deformare la griglia/fori del tulle.
- Rifinitura a secco: tagliare l’eccesso quando lo stabilizzatore è ancora asciutto e rigido, non quando è bagnato e “molle”.
Materiali principali mostrati nel video
- Telaio standard 100 × 100 mm: idealmente con vite in buone condizioni.
- Macchina da ricamo ad ago singolo: (nel riferimento si vede un piedino stile Husqvarna Viking).
- Floriani Wet N Gone: o equivalente stabilizzatore idrosolubile fibroso (non il film plastico, che si perfora troppo facilmente).
- Tulle brillante: qualità da sposa consigliata. Il tulle economico da hobbistica spesso è più grossolano e fragile; quello da sposa ha una rete più fine e reagisce meglio alle perforazioni dell’ago.
- Filo: Rayon o poliestere 40wt (nel video: Sulky Rayon colore 1071). Il rayon dà una lucentezza più morbida adatta al pizzo; il poliestere aiuta a ridurre rotture su macchine veloci.
- Forbici curve da ricamo: le curve aiutano a seguire gli smerli.
- Forbici dritte: per tagli geometrici.
- Scucitore (stitch ripper): per pulire il retro.
- Tappetino da taglio / tavoletta con griglia: fondamentale per l’allineamento.

Consumabili “nascosti” e controlli pre-lavoro (quello che evita i “problemi misteriosi”)
Anche con un disegno semplice (due colori), il pizzo su tulle è molto sensibile a piccole variabili meccaniche. Prima di iniziare, fai questo controllo “pre-volo”:
- Ago nuovo (75/11 Sharp o Microtex): non saltarlo. Un ago a punta sfera sposta le fibre (ottimo per maglia), ma sul tulle—che è una rete—serve una punta affilata per penetrare pulito. Un ago consumato può impigliare una barretta del tulle e creare un “filo tirato” tipo calza.
- Ripristino del percorso filo: non limitarti a tirare il filo. Sfila e reinfila con il piedino ALZATO (così si aprono i dischi tensione). Poi abbassa il piedino e tira il filo: dovresti sentire una resistenza simile a passare il filo interdentale. Se scorre libero, la tensione è praticamente zero.
- Stato della spolina: controlla la capsula per pelucchi. Il tulle ne produce pochi, ma lavori precedenti (es. spugna) sì. Un granello qui può causare il classico “nido d’uccello”.
- Forbici pronte: “abbastanza affilate” non basta. Lame poco affilate ti costringono a “masticare” il bordo, lasciando tulle sfrangiato.
- Igiene della superficie: il tulle attira staticità e polvere. Pulisci il tappetino: non vuoi intrappolare un filo vagante o un pelucchio tra gli strati.
Percorso di upgrade degli strumenti (quando l’intelaiatura diventa il collo di bottiglia)
Se ti ritrovi a lottare con il telaio a vite—soprattutto con tulle scivoloso che si sposta mentre stringi—stai sperimentando il classico “drift” del telaio. È un punto di frustrazione molto comune.
Molti utenti di livello intermedio passano a un telaio magnetico da ricamo in questa fase. A differenza dei telai tradizionali che richiedono torsione sulla vite (e possono “tirare” il tessuto), i telai magnetici serrano dall’alto verso il basso. Questa pressione verticale aiuta a ridurre i segni del telaio su materiali delicati e a bloccare il tulle senza deformare la sua griglia.
Avvertenza: forbici curve e scucitori sono strumenti “chirurgici”. Tieni la mano non dominante sempre dietro la linea di taglio, taglia lontano dal corpo e non rifinire mai mentre il telaio è ancora montato sulla macchina. Un attimo può graffiare il piano macchina o danneggiare componenti.
Checklist di preparazione (prima di toccare il telaio):
- Ago: installato un 75/11 Sharp nuovo?
- Tensione: test di trazione fatto (piedino giù = resistenza)?
- Spolina: piena e regolare (senza code che sporgono)?
- Illuminazione: luce orientata per vedere bene la texture?
- Consumabili: stabilizzatore asciutto/rigido (non umido e floscio)?
Guida passo-passo all’intelaiatura per tessuti delicati
L’intelaiatura è la fase “o la va o la spacca” nel pizzo su tulle. Se qui la tensione è irregolare, il bordo a smerli può uscire ovalizzato oppure il tulle può arricciarsi (effetto “bacon”). Nel video si vede anche un errore tipico—mettere in telaio solo lo stabilizzatore e dimenticare il tulle—che è una lezione perfetta sul perché il sandwich è fondamentale.

Step 1 — Metti in telaio lo stabilizzatore idrosolubile (strato inferiore)
Posiziona un solo strato di stabilizzatore idrosolubile fibroso (WSS) nell’anello inferiore. Premi l’anello superiore.
Controllo sensoriale: picchietta lo stabilizzatore con l’unghia. Dovrebbe suonare “a tamburo”, un toc teso e alto. Se suona sordo o appare ondulato, re-intelaia. Questo strato è la fondazione: se è debole, i punti (la “struttura”) non reggono bene.
Risultato atteso: superficie perfettamente piatta e rigida.
Step 2 — Aggiungi il tulle (strato superiore) e re-intelaia in modo saldo
Nel video, l’autrice corregge l’errore sfilando e rimettendo in telaio con il tulle sopra lo stabilizzatore. È il metodo corretto: tulle e stabilizzatore vanno messi in telaio insieme.
Perché non “flottare” il tulle? Flottare (appoggiare il tessuto sopra senza bloccarlo nel telaio) va bene su spugna, ma è rischioso per i bordi in pizzo. Un bordo ricama un contorno: se il tulle si sposta anche poco, perdi precisione di registro. Bloccandolo nel telaio, la “griglia” del tulle resta squadrata rispetto agli assi X-Y della macchina.

Nota sulla scelta del materiale (dal video)
Nel video si consiglia di cercare tulle da fornitori per tessuti da sposa. Il motivo pratico è che il tulle economico può essere più grossolano e fragile; un tulle di qualità tende ad avere una rete più fine e una migliore tenuta alle perforazioni.
Tecnica esperta: tensione senza deformazione
È l’abilità più difficile da standardizzare a mano. Vuoi il tulle “teso”, non “stirato”.
- Indizio visivo: guarda la griglia del tulle. I fori devono restare regolari. Se diventano rombi allungati, hai tirato troppo.
- Indizio fisico: non deve “affossarsi” al centro, ma non deve neppure essere così tirato da rischiare che gli anelli si separino.
Se fai fatica a ripetere questa tensione in modo costante, valuta una stazione di intelaiatura da ricamo. Questi sistemi tengono fermo l’anello esterno e ti permettono di usare entrambe le mani per lisciare tulle e stabilizzatore prima di chiudere. Risolve il problema della “terza mano”.
Step 3 — Monta il telaio e fai un controllo rapido prima di ricamare
Inserisci il telaio nel braccio della macchina. Ascolta il click deciso dell’aggancio.

Checkpoint: prima di premere start:
- Spazio libero: passa la mano sotto il telaio per verificare che il tulle non sia arricciato sotto.
- Integrità: controlla gli angoli. Lo stabilizzatore si è strappato leggermente durante il montaggio? Se sì, ricomincia. Non rischiare.
Risultato atteso: telaio in piano, carrello libero, area di lavoro pulita.
Quando ha senso passare ai telai magnetici (e come decidere)
In produzione, decidere in fretta conta. Se devi ricamare 50 bordi per un lavoro (es. accessori da cerimonia), aprire/chiudere continuamente un telaio a vite affatica i polsi e porta a tensioni meno precise col passare dei pezzi. Molti professionisti passano a telai magnetici da ricamo per lavorazioni in serie perché i magneti serrano in modo rapido e ripetibile.
- Telai standard: ottimi per imparare, costo contenuto, più “attrito” operativo.
- Telai magnetici: molto adatti ai tessuti delicati (meno segni), più rapidi, più comodi per le mani.
Avvertenza: sicurezza magneti. Non sono magneti da frigo: sono magneti al neodimio. Possono pizzicare forte la pelle. Tienili ad almeno 6 pollici da pacemaker, carte di credito e schermi/aree elettroniche.
Ricamare il disegno a smerli in due colori
Questo disegno è un esempio di efficienza: il Colore 1 costruisce le “ossa” (struttura), il Colore 2 aggiunge la “pelle” (decorazione).
Velocità: su una macchina domestica standard, limita la velocità a 600 SPM (punti al minuto). Il tulle è spesso sintetico; a 1000+ SPM l’attrito dell’ago può scaldare la rete e creare fori più evidenti.

Step 4 — Ricama il Colore 1 (struttura degli smerli)
La macchina esegue le basi a mezzaluna. È una cucitura in stile “Shadow Work”: zig-zag che “aggancia” le fibre del tulle.
Checkpoint: osserva i primi 100 punti con attenzione.
- Cerca: “flagging” (il tessuto che si solleva e si abbassa con l’ago). Se lo vedi, l’intelaiatura è troppo morbida. Metti in pausa e correggi.
- Ascolta: un ritmo regolare e morbido. Un clack secco e ripetuto può indicare un problema di stabilità o fissaggio.
Risultato atteso: filo appoggiato piatto sul tulle, senza grinze attorno.
Step 5 — Ricama il Colore 2 (anelli d’edera e dettagli del bordo)
Il secondo colore crea la sovrapposizione più intricata: qui la densità aumenta.

Checkpoint: controlla il filo inferiore. Nei disegni “a rete” ci sono molte aree aperte: se il retro sarà visibile, usa un filo inferiore che si armonizzi; altrimenti un bianco neutro va bene. In questo progetto, un bianco standard è adeguato perché è il retro di un bordo.
Nota esperta: il “feedback” della macchina evita rotture e danni
Se senti la macchina “sforzare” (motore più cupo) o percepisci il rumore tipico del “nido d’uccello” sotto (come carta che si accartoccia), FERMATI SUBITO. Non aspettare “magari si sistema”. Sul tulle, un groviglio sotto può trascinare la rete nel foro della placca ago e rovinare il pezzo.

Step 6 — Rimuovi dalla macchina e fai una pulizia immediata dei fili
Quando la macchina segnala la fine, sgancia il telaio. Non togliere ancora il lavoro dal telaio.

Checkpoint: gira il telaio e guarda il retro. Ci sono asole o piccoli anelli? Tagliali ora, mentre il lavoro è ancora ben teso.
Risultato atteso: campo ricamato pulito e stabile, pronto per la fase più critica: la rifinitura.
Tecniche di rifinitura fondamentali prima dell’ammollo
Qui sta il segreto del pizzo “da professionista”: l’ordine delle operazioni.
- Errore tipico: ammollo -> asciugatura -> taglio su tessuto floscio (risultato: bordi ondulati e irregolari).
- Metodo pro: taglio su rigido -> ammollo -> asciugatura (risultato: bordi molto più netti).
Lo stabilizzatore idrosolubile si comporta come un cartoncino: ti dà una base ferma su cui tagliare.
Step 7 — Taglio dritto inferiore usando la griglia
Togli il lavoro dal telaio. Appoggialo sul tappetino da taglio. Allinea il bordo dritto ricamato parallelo a una linea della griglia.

Azione: usa forbici dritte (o cutter rotativo se preferisci). Tieni fermo il pezzo con la mano libera per evitare scivolamenti. Esegui un taglio dritto e pulito lungo la base del bordo.
Risultato atteso: una linea di base perfettamente dritta.
Suggerimento pratico (apprendimento visivo)
Se sul trasparente fai fatica a “vedere” la linea, usa un righello come guida per il cutter: il contatto lama-righello ti dà un riscontro tattile che aiuta la precisione.
Step 8 — Rifinisci il bordo superiore a smerli con forbici curve (con stabilizzatore ancora rigido)
Passa alle forbici curve da ricamo: aiutano a seguire la curva senza forzare l’angolo della mano verso i punti.

Tecnica:
- Angolo: inclina leggermente le lame lontano dai punti (circa 10 gradi).
- Taglio: taglia insieme stabilizzatore e tulle. Lo stabilizzatore offre la resistenza necessaria per un taglio pulito.
- Ritmo: fai piccoli “morsi” con la punta, non tagli lunghi. I tagli lunghi deformano le curve.
Risultato atteso: curva continua e regolare, senza “spigoli” nei punti di ripartenza.
Nota esperta: perché la rigidità conta (comportamento del materiale)
Quando lo stabilizzatore si scioglie e il tulle è bagnato, tutto diventa più “sfuggente”—come tagliare qualcosa di morbido. Da asciutto, con WSS sotto, si comporta più come carta. Sfrutta questo momento.
Step 9 — Controlla la sagoma rifinita prima di toccare l’acqua
Tieni il pezzo controluce: la retroilluminazione evidenzia pelucchi di stabilizzatore e irregolarità del tulle.

Checkpoint:
- Troppo vicino? (Hai intaccato un punto?) Applica subito una micro-goccia di Fray Check.
- Troppo lontano? (Vedi una “aletta” di tulle da circa 3 mm?) Rifinisci più vicino: punta a circa 1 mm.
Risultato atteso: il pezzo deve sembrare finito prima di bagnarlo.
Risultato finale: pulizia dei jump stitch
Prima del bagno finale, gira il pezzo sul retro.
Step 10 — Rimuovi i jump stitch dal retro
Usa lo scucitore o forbicine a punta fine per intercettare i fili lunghi di passaggio.

Checkpoint: fai molta attenzione a non agganciare la rete del tulle. Fai scorrere lo strumento sotto il filo ma sopra lo stabilizzatore.
Risultato atteso: retro ordinato che non si impiglia su pelle o accessori.
Step 11 — Ammollo, dissoluzione e asciugatura
Immergi il pezzo in acqua tiepida.
- Controllo sensoriale: tocca il pizzo. Se è “viscido”, è lo stabilizzatore che si sta sciogliendo. Risciacqua finché la sensazione viscida sparisce e senti solo filo/tessuto.
- Asciugatura: stendi in piano su un asciugamano. Non appendere (da bagnato potrebbe allungarsi).

Checkpoint: da asciutto, se il bordo risulta “ruvido”, può servire un micro-taglio finale o un secondo risciacquo.
Risultato atteso: bordo in pizzo morbido e con una bella caduta.

Risultati attesi (incluse le opzioni colore mostrate)
Nel video si vedono due versioni: una bicolore a contrasto e una versione “heritage” in avorio/off-white (filo 1071). Questa tecnica è versatile: spesso si aggiungono a mano perline (es. seed pearls) o paillettes in un secondo momento. Se prevedi di farlo, assicurati di usare tulle di qualità da sposa, più adatto a sostenere peso extra.
Risoluzione problemi (Sintomo → Causa probabile → Soluzione rapida)
| Sintomo | Causa probabile | Soluzione rapida |
|---|---|---|
| Bordi ondulati (effetto “bacon”) | Il tulle è stato stirato durante l’intelaiatura e poi è “rientrato”. | Re-intelaia a tensione neutra (teso, non stirato). Usa il controllo della griglia. |
| Bordi frastagliati/pelosi | Rifinitura dopo l’ammollo (materiale troppo morbido). | Rifinisci sempre quando lo stabilizzatore è asciutto e rigido. |
| Nido d’uccello (grovigli sotto) | Tensione superiore persa o spolina non corretta. | Re-infila sopra con piedino SU. Controlla inserimento spolina. |
| Segni del telaio (anelli chiari) | Telaio standard troppo stretto su fibre delicate. | Avvolgi l’anello interno con sbieco oppure passa a un telaio magnetico da ricamo. |
| Bordo che “deriva” | Scivolamento durante il ricamo. | Usa spray adesivo leggero sullo stabilizzatore o una stazione di intelaiatura per ricamo a macchina per una chiusura più costante. |
Albero decisionale: stabilizzatore + strategia di intelaiatura per bordi delicati
Usa questo flusso logico per scegliere l’impostazione:
- Il tessuto è trasparente/poroso (Tulle/Organza)?
- SÌ: serve obbligatoriamente stabilizzatore idrosolubile (WSS). Il tear-away lascia residui; il cut-away resta visibile.
- NO: segui le guide standard per il tessuto.
- Il telaio lascia segni o non tiene il tulle scivoloso?
- SÌ: valuta telai magnetici da ricamo. Serrano verticalmente e riducono la torsione tipica dei telai a vite.
- NO: assicurati di usare il metodo “sandwich” (tulle + WSS messi in telaio insieme).
- Stai ricamando per hobby o per produzione (10+ pezzi)?
- Produzione: l’intelaiatura manuale rallenta. Una stazione di intelaiatura per ricamo a macchina con telai magnetici aiuta a mantenere ritmo e ripetibilità.
- Hobby: l’intelaiatura manuale va benissimo, basta prendersi il tempo.
Nota di efficienza per piccoli laboratori
Se questo tipo di pizzo ti piace e inizi a ricevere ordini (veli, costumi da danza, accessori), potresti arrivare presto ai limiti di una macchina ad ago singolo. Anche con soli 2 colori, i cambi filo e le velocità più basse incidono sui tempi. Molti piccoli laboratori passano poi a una macchina da ricamo multiago per aumentare produttività e gestire telai più grandi. Nel frattempo, l’investimento migliore è padroneggiare la fisica dell’intelaiatura sulla macchina che già possiedi.
Checklist di setup (conferma prima di ricamare)
- Stabilizzatore: 1 strato di WSS fibroso, messo in telaio teso “a tamburo”.
- Sandwich: tulle nel telaio (non flottato), senza pieghe.
- Ago: 75/11 Sharp nuovo installato.
- Controllo: velocità ridotta a ~600 SPM.
- Sicurezza: controllato lo spazio libero sotto il telaio.
Checklist operativa (la sequenza del successo)
- Ricama Colore 1 (struttura) -> controlla eventuale flagging.
- Ricama Colore 2 (dettaglio) -> ascolta un suono di cucitura regolare.
- STOP: rimuovi il telaio, non togliere ancora il lavoro dal telaio.
- Taglia i fili sul retro con lavoro ancora in telaio.
- Togli dal telaio -> taglia la base dritta sulla griglia.
- Rifinisci gli smerli con forbici curve (a secco).
- Ammollo -> risciacquo finché non è più viscido -> asciugatura in piano.
